Osteopatia in Gravidanza – Ultimo Trimestre di Cristian Ciranna Raab

Osteopatia in Gravidanza – Ultimo Trimestre

Terzo trimestre

Nel terzo semestre di gravidanza solitamente i sintomi che caratterizzano l’adattamento ormonale e l’iniziale crescita fetale scompaiono e lasciano spazio a disturbi di carattere biomeccanico e muscolo-scheletrico. Il feto acquista peso, che inizierá in questa fase a cambiare la postura materna.

Cilindro Addomino -Pelvico

Il cilindro addomino-pelvico, responsabile nei bipedi a mantenere la postura eretta, a garantire una stabilitá del tronco ed una stabilitá degli organi interni attraverso una buona dispersione delle pressioni intra-addominali, dovrá far fronte ad un cambiamento repentino ed importante. Sintomi come la lombo-sciatalgia, dolori al pube ed alla parte posteriore del bacino, alle anche, sono la causa primaria per portano a rivolgersi ad un’osteopata durante la gravidanza.

 

Mal di Schiena

Sappiamo che il mal di schiena non avrá conseguenze importanti nella mamma e nel bambino, ma avrá notevoli influenze sulla qualitá della vita durante la gravidanza stessa. Alcuni studi addirittura considerano che il 19% delle donne affette da questa tipica patologia potrebbero rinunciare ad un’ulteriore gravidanza per evitare di riavere problemi e dolori alla schiena.18 Donne che hanno sofferto di dolori alla schiena prima della gravidanza hanno un rischio aumentato del 50% di sviluppare nuovi episodi durante la gestazione.

Nonostante vi sia una quantitá enorme ricerca a disposizione, i meccanismi pato-fisiologici rimangono ancora per certi versi oscuri. Da un punto di vista eziologico, nonostante il discorso rimanga teorico, i meccanismi principali che possano causare dolori alla schiena sono fondamentalmente 3:

1. Biomeccanico/Muscolo-scheletrico

2. Ormonale

3. Vascolare

Biomeccanico/Muscolo-scheletrico

Il dolore causato dai cambiamenti biomeccanici rappresenta l’ipotesi piú classica, considerati i cambiamenti posturali. Lo spostamento del centro di gravitá, induce una relativa iper-lordosi lombare, pertanto inconsciamente le gravide portano il peso della parte superiore del tronco e della testa posteriormente. Questo cambiamento genera dello stress meccanico a livello delle faccette articolari vertebrali, dei dischi intervertebrali e dei legamenti, generando un processo infiammatorio e produzione di liquido sinoviale. Questa teoria è stata parzialmente messa in discussione. L’aumento di peso (anche determinato dall’aumento delle dimensioni dell’utero e del feto) porterebbe ad un allungamento dei muscoli addominali e ad una conseguente debolezza. Solo a questo punto la muscolatura posteriore verrebbe sottoposta a stress o malfunzionamento meccanico e quindi a possibili dolori.

Vanno considerati anche fattori psicologici ed occupazionali, che possono avere un effetto sui mal di schiena. In alcune popolazioni, l’incidenza di problematiche vertebrali è in aumento, soprattutto se la donna è costretta a lavorare durante la gravidanza. Il posto di lavoro e le abitudini posturali (stare seduti tutti il giorno davanti ad un computer, lo stress lavorativo stesso, stare in piedi troppo a lungo) possono essere considerati come una con-causa.

Ormonale

Ormoni come la relaxina, il progesterone e gli estrogeni aumentano durante le ultime fasi di gravidanza. La relaxina in particolare, che stimola il tessuto connettivo, potrebbe essere la causa di dolori, visto il suo effetto in particolare sui legamenti, causandone una relativa lassitá. Il rimodellamento del collagene diminuisce la forza tensile dei legamenti, e porterebbe ad un’aumentata mobilita articolare.Questi cambiamenti ormonali, porterebbero inoltre ad una relativa instabilitá pelvica, che andrebbe affrontata da subito durante la gravidanza, mantenendo un buon tono muscolare. Anche in questo caso prevenire è meglio che curare, prima che il peso aumenti troppo e le attivitá fisiche possano diventare faticose e complicate.

Vascolare

Considerato l’aumento dell’utero, gli effetti del progesterone sulla vascolarizzazione in generale, è possibile che proprio questa venga disturbata quando lo spazio all’interno della cavitá pelvica ed addominale è ridotto, comprimendo i vasi stessi. La circolazione venosa vertebrale è strutturata in maniera complessa e soprattutto è priva di valvole. Una compressione della vena cava potrebbe portare un processo congestivo dei plessi venosi pelvici e lombari e quindi ad un’ischemia in grado di generare dolore. Quest’ultimo presenterá caratteristiche diverse da un dolore mialgico od articolare, in quanto sará fortemente influenzato positivamente dal movimento e sará molto piú profondo e piú diffuso, rispetto ad altri dolori piú meccanici. I dolori pertanto sono spesso di natura muscolare.

 

I tipici muscoli che vengono sottoposti a stress durante gli ultimi mesi sono:

• I Glutei (soprattutto a livello della sua origine pelvica)

• Il tensore della fascia lata (lateralmente sulla coscia)

• Il muscolo piriforme (che puó anche dare segni sciatalgici o una pseudosciatalgia)

• La fascia toracolombare ed i muscoli paravertebrali Le articolazioni coinvolte sono:

• Le iliosacrali (sorpattutto per via della lassitá legamentosa)

• La sinfisi pubica

• Le coxofemorali

• La sacrococcigea

Il tipo di sintomo aiuterá l’osteopata ad individuare il miglior approccio terapeutico al fine di supportare efficientemente questo periodo di trasformazione fisica e di preparazione al parto stesso.

 

Cristian Ciranna-Raab

OSTEOPATA

 MSc.,BSc.,D.O.,DPO, Dipl-GDK/CDS(CH)